In Italia i Fondi Pensione sono stati sino a qualche anno fa, principalmente legati a situazioni particolari ed hanno interessato specifiche categorie (bancari, assicurativi) o singole aziende che molto spesso introducevano esperienze già realizzate in altri Paesi. Infatti la previdenza complementare da noi non ha registrato ancora quello sviluppo che si è avuto in altre Nazioni. Le ragioni sono molteplici e non sempre di facile interpretazione date le varie situazioni particolari. Alcuni privilegiano la tesi che la buona copertura del sistema previdenziale pubblico, unita all’esistenza abbastanza generalizzata di un’indennità di fine del rapporto di lavoro (TFR), sia la causa prima del non sempre soddisfacente afflusso di adesioni ai fondi pensione. Ad un esame più attento si può facilmente riscontrare che nelle grandi realtà produttive omogenee, nelle concentrazioni territoriali e nei settori contrattuali fortemente sindacalizzati l’afflusso è, a volte, addirittura plebiscitario. C’è anche da tenere in conto la numerosità (oltre 500.000 iscritti) dei fondi cosiddetti preesistenti, risultanti alla data di entrata in vigore della Legge 23 ottobre 1992 n.421.
Etf – investire in gestione passiva
Cos’è un ETF?
tratto dal sito borsa italiana
Innanzitutto cominciamo con il dire che il termine ETF è l’acronimo di Exchange Traded Fund, un termine con il quale si identifica una particolare tipologia difondo d’investimento con due principali caratteristiche: è negoziato in Borsa come un comune titolo azionario; assicura gli stessi rendimenti dell’indice benchmark di riferimento.
Gli ETF sono caratterizzati inoltre da un innovativo meccanismo di funzionamento, definito “creation / redemption in kind” (“sottoscrizione / rimborso in natura”), che consente una puntuale replica dell’indice e un maggior contenimento dei costi rispetto ad un fondo tradizionale. Gli ETF quotati attualmente su Borsa Italiana sono 51 (clicca qui per accedere ad una pagina di dettaglio), e permettono di operare su di un’ampia scelta di strumenti, azionari ed obbligazionari riferiti a diverse aree geografiche. In pratica l’ETF consente, in maniera immediata, di prendere posizione su un indice azionario (globale, regionale, settoriale ecc..), su un indice obbligazionario (costituito da titoli di stato oppure da titoli corporate) o su un basket di materie prime, attraverso un’unica operazione di acquisto/vendita.
Conto deposito
In genere i conti di deposito necessitano di essere abbinati ad un conto corrente (conto d’appoggio) tramite il quale vengono effettuati versamenti e prelievi.
Il conto deposito può essere libero o vincolato: con il primo si ha l’immediata disponibilità dei soldi depositati mentre con il conto di deposito vincolato si possono ritirare i propri risparmi solo alla scadenza del periodo di vincolo (da 1 mese a 36 mesi). Il vincolo viene remunerato con interessi maggiori, ma possono prevedere delle penali per ritirare i soldi prima della scadenza che generalmente consistono nella mancata corresponsione degli interessi.
Il conto deposito come qualsiasi altro conto corrente è garantito dal Fondo di tutela dei depositi fino a 103 mila euro.
Buoni fruttiferi postali
I buoni fruttiferi postali sono titoli nominativi rimborsabili a vista emessi dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A. e collocati da Poste Italiane S.p.A..
Al momento del rimborso o alla scadenza, corrispondono un interesse prestabilito dalla relativa serie di emissione.
Le principali caratteristiche:
- garantiti dallo Stato italiano;
- emessi in forma dematerializzata e/o cartacea;
- disponibili presso tutti gli uffici postali;
- esenti da commissioni e spese, salvo in caso di duplicazione;
- rimborsabili per importi di 250,00 euro e multipli del capitale sottoscritto, se dematerializzati;
- rimborsabili per l’intero valore nominale sottoscritto, se cartacei;
- rimborsabili in anticipo rispetto alla loro scadenza naturale con diritto alla restituzione del capitale investito e alla corresponsione degli interessi maturati;
- interessi lordi calcolati a tassi periodicamente crescenti;
- soggetti alla ritenuta fiscale del 12,50%;
- se sottoscritti in forma cartacea e non riscossi entro dieci anni dalla loro scadenza sono soggetti a prescrizione, sia per il capitale sia per gli interessi;
- non possono essere dati in pegno.
Le caratteristiche di questi titoli rendono i buoni postali uno strumento di investimento unico nel suo genere. Essi offrono al risparmiatore la possibilità di disinvestire in qualsiasi istante con la totale garanzia del capitale investito maggiorato degli interessi maturati.