May 18

Fondi pensione negoziali

fondi pensione negoziali sono forme “collettive” di previdenza integrativa o complementare: gruppi di lavoratori e i loro datori di lavoro si accordano per dar vita a un soggetto paritetico che si occupa di gestire le “pensioni di scorta” delle persone che fanno parte a un determinato gruppo. In quanto soggetto paritetico, nato cioè dall’accordo tra le parti sociali, sindacati e imprese, il fondo negoziale non ha fini di lucro e di conseguenza non si tratta di una vera e propria società e per questo non puo “fallire”, mettendo a rischio la solidità dei contributi previdenziali degli aderenti.
L’attività di un fondo pensione negoziale consiste nel raccogliere le adesioni e i contributi, di determinare la politica di investimento dei contributi degli iscritti, affidandone la gestione a una serie di soggetti esterni: le società di gestione del risparmio (o le compagnie di assicurazione, in taluni casi, per i mandati delle linee garantite e per l’erogazione delle rendite), che si occupano di adottare le politiche di investimento individuate dal fondo pensione investendo sui mercati
finanziari le risorse affidate al fondo dagli iscritti, le banche depositarie che materialmente custodiscono e movimentano il denaro sulle piattaforme di scambio, i service amministrativi che forniscono al fondo tutta la documentazione sulle posizioni dei singoli iscritti; non di rado supportano l’attività del fondo pensione anche consulenti (advisor), per la definizione della cosiddetta asset allocation strategica, ossia la definizione degli obiettivi di investimento di lungo termine, oppure per svolgere attività di controllo del rischio (risk management). Si tratta di soggetti esterni ai fondi pensione che vengono selezionati e scelti dal fondo stcsso quasi sempre dopo un bando pubblico.
ll Fondo pensione negoziale è un soggetto giuridico autonomo dotato di propri organismi di governance: l’assemblea, gli organi di amministrazione e controllo e il responsabile del fondo che, in genere, coincide con il dircttore generale. L’assemblea e formata dai rappresentanti degli iscritti (più raramente, e solo nei fondi preesistenti, da tutti gli associati). Gli organi di amministrazione e controllo come il consiglio di amministrazione e il consiglio di sorveglianza, sono costituiti per meta dai rappresentanti dei lavoratori iscritti e per l’altra meta dai rappresentanti dei datori di lavoro. Per ri
coprire i ruoli di componente degli organi di amministrazione e controllo cosi come quello di responsabile del fondo pensione, è necessario essere in possesso di una serie di specifici requisiti di professionalità e onorabilità. Continua… »

May 15

Fondi comuni azionari

FONDI COMUNI AZIONARI

Investono prevalentemente (almeno il 70% del portafoglio) in azioni e sono adatti a soddisfare l’ esigenza di chi vuole far crescere il capitale nel lungo periodo (7-10 anni e oltre). La rischiosità dei fondi azionari, in generale, cresce all’ aumentare della specializzazione: i fondi diversificati su più paesi sono quelli meno volatili.
I fondi azionari sono divisi in 18 categorie caratterizzate da un investimento principale pari almeno al 70% del portafoglio con emittenti o specializzazioni definite dalle categorie, e da un investimento residuale pari al massimo al 30% del portafoglio in titoli obbligazionari di qualunque emittente e in liquidità nella valuta del mercato di riferimento oppure in euro.

TIPI DI FONDI AZIONARI

• Fondi azionari Italia. Investono un minimo del 70% in azioni italiane.
• Fondi azionari internazionali. Investono almeno il 70% in azioni internazionali.
• Fondi azionari area euro, Europa, Pacifico, America e Paesi emergenti. Investono almeno il 70% in azioni di Paesi europei, dell’area euro, dell’area del Pacifico, o dei Paesi nordamericani o dei Paesi emergenti.
• Fondi azionari Paese. Investono per almeno il 70% in azioni con emittente appartenente al Paese (0, se del caso, gruppo ristretto di Paesi) discrezionalmente definito nel regolamento.
• Fondi azionari settoriali (energia e materie prime, industria, beni di consumo, salute, finanza, informatica, servizi di telecomunicazione, pubblica utilità, altri settori). Investono per almeno il 70% in azioni di qualunque emittente ma appartenenti a uno o piu settori oppure (azionari altri settori)  una qualunque combinazione di due o piu settori, cosi come defrnito dal regolamento.
• Specializzati altre specializzazioni. Investono per almeno il 70% in azioni specializzate (per settori, per tipologia di aziende e cosi via).

May 13

I BTP INDICIZZATI ALL’INFLAZIONE EUROPEA

I BTp€i sono nati sulle lontanissime ceneri dei Ctr (Certificati a tasso reale) e sulle orme degli OAT (emissioni del debitore pubblico francese), essi offrono una doppia protezione del capitale nei confronti dell’aumento del costo della vita (inflazione europea), con l’esclusione dell’incremento del prezzo del tabacco.
Si tratta di titoli a cedola fissa, con durata, che, al momento, è fissata in 5, 10, 15 e 30 anni , a caratterizzare la vita di questi prestiti non é il flusso cedolare bensì il sistema di calcolo sia degli interessi che maturano, sia del capitale che verrà rimborsato che vengono rivalutati utilizzando un coefficiente di indicizzazione, calcolato sulla base dell’inflazione di riferimento, tale meccanismo permette in qualsiasi momento della vita del prestito il recupero del tasso d’inflazione maturato dalla data di inizio godimento del titolo fino alla data nella quale viene effettuata una qualsiasi compravendita.
ln pratica, grazie a questo meccanismo, le cedole che verranno riscosse ogni sei mesi, pur avendo un valore percentuale fisso, potranno mutare a livello di importo perché godranno della rivalutazione calcolata dal coefficiente di rivalutazione. Chi manterrà i titoli in portafoglio fino a scadenza incasserà, al momento del pagamento, il valore nominale sottoscritto rivalutato dell’intera inflazione maturata. I BTp€i come gli altri Titoli di Stato sono scambiati nel mercato secondario.

May 12

Investire in materie prime e settore agricolo

Posted in Materie prime, Varie
investire in materie prime

Jim Rogers

Tra i tanti certificati, emessi da diverse società di gestione, quello che maggiormente intriga è  l’Open Certificates sul RICI Enhanced emesso da RBS (Royal Bank of Scotland) la cui performance è agganciata alle principali commodities.
Come già detto, nei precedenti articoli, la difersificazione è la miglior arma per salvaguardare il proprio portafoglio finanziario e l’inserimento di asset con diversa correlazione attutisce la volatilità complessiva , anche se a dir il vero nell’ultimo anno tutti gli asset, contravvenendo alle regole,  sono andati nella stessa direzione: verso il basso.
L’indice RICI ( Rogers International CommodityIndex), creato dal leggendario Jim Rogers,  denominato in dollari  è composto da 36 futures su materie prime selezionati e pesati percentualmente con l’obiettivo di riflettere il costo della vita giornaliero. La composizione riguardo ai vari settori è così ripartita: Energia 44%, Metalli 21,1%, Agricoli 34,9%.
Sul mercato italiano sono quotati  altri prodotti agganciati alle commodity con diversi indici di riferimento tra tutti si segnala  Lyxor ETF Commodities CRB agganciato all’ omonimo indice CRB.

Per approfondire sul pensiero di Jim Rogers  vi invito a leggere, su Blurating.com, un interessante articolo di Marco Mairate o il seguente video di Jim Rogers: Investire in commodity agricole.

Pro e contro.

pro: il prodotto permette di entrare, anche con piccole cifre (1 certificato), su un mercato fino a poco tempo fa riservato esclusivamente ad operatori del settore.

contro: a causa dei bassi scambi lo spread tra denaro e lettera è troppo ampio (1% circa);  la garanzia di solvenza, come per tutti i certificati, è assunto dalla banca emittente.

May 12

Attenzione alle polizze vita e conti dormienti!

Posted in Polizze vita

Dal 27-10-2008 con la legge 166, cosidetto “decreto Alitalia”, anche ai contratti vita si applica la norma sui fondi dormienti e a differenza dei conti correnti le somme finite al fondo pubblico non sono recuperabili. L’attenzione si deve quindi  porre sulla scadenza in quanto dopo 2 anni, dalla morte dell’assicurato o dalla scadenza  naturale, il contratto va in prescrizione e l’importo viene girato, dalla compagnia assicurativa, al fondo pubblico.
Di seguito il link al Ministero del Tesoro per verificare se si ha posizioni finanziarie dormienti.

May 11

Investire in Africa

Sicav, ETF e certificates AfricaIl continente africano, anche se ancora misterioso ed in alcuni casi sconosciuto, ha iniziato, da qualche anno ad interessare le società di gestione le quali, per sfruttare le ancora inespresse potenzialità dei mercati finanziari locali, hanno cominciato a fornire al risparmiatore, che volesse incrementare la diversificazione geografica del proprio portafoglio inserendo mercati poco correlati con i principali mercati dei paesi industrializzati, strumenti che investono in quest’area.
Tra i diversi prodotti si annovera l’ ETF PAN Africa di Lyxor ed il Powershares Middle Est North Africa di Invesco, quest’ultimo diversifica oltre che nei principali e liquidi mercati del nord Africa anche nel vicino Medio Oriente; riguardo alle Sicav Morningstar le elenca qui corredandole di ulteriori utili informazioni e per approfondire sul benchmark principalmente usato dai vari prodotti.

May 11

Fondi comuni obbligazionari

Ecco le tipologie degli investimenti principali delle categorie specializzate:
• Fondi obbligazionari euro governativi breve termine. Investono almeno l’80% del portafoglio in titoli di Stato e altri strumenti obbligazionari denominati in euro emessi da governi sovrani di Paesi sviluppati o enti sovranazionali promossi dagli stessi governi e la duration del fondo é inferiore o uguale a 2.

• Fondi obbligazionari euro governativi medio-lungo termine. Investono almeno l’80% del portafoglio in titoli di Stato e altri strumenti obbligazionari denominati in euro emessi da governi sovrani di Paesi sviluppati o enti sovranazionali promossi dagli stessi governi e la duration del fondo e superiore a 2.

• Fondi obbligazionari euro corporate investment grade. Investono almeno il 70% del portafoglio in obbligazioni emesse da soggetti diversi da quelli governativi e sovranazionali (imprese) con rating non inferiore a Baa3 (Moody’s), BBB- (S&P), e denominati in euro.

• Fondi obbligazionari euro high yield. Investono almeno il 70% del portafoglio in obbligazioni emesse da soggetti diversi da quelli governativi e sovranazionali (imprese) senza rating o con rating inferiore a Baa3 (Moody’s), BBB- (S&P), e denominati in euro.

• Fondi obbligazionari dollaro governativi breve termine. Investono almeno l’80% del portafoglio in titoli di Stato e altri strumenti obbligazionari denominati in dollari emessi da governi sovrani di Paesi sviluppati o enti sovranazionali promossi dagli stessi governi e la duration del fondo e inferiore o uguale a 2.

• Fondi obbligazionari dollaro governativi rnedio-lungo termine. Investono almeno l’80% del portafoglio in titoli di Stato e altri strumenti obbligazionari denominati in dollari emessi da governi sovrani di Paesi sviluppati o enti sovranazionali promossi dagli stessi governi e la duration del fondo e superiore a 2.

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May 10

ENEL: il CDA approva i risultati al 31 Marzo 2012

Posted in Bilanci 2012

dividendo 2012 azione enelBILANCIO ENEL AL 31/03/2012:

Ricavi a 21.193 milioni di euro (+8,5%)
Ebitda a 4.302 milioni di euro (-2,2%)
Ebit a 2.902 milioni di euro (-4,4%)
Risultato netto del Gruppo a 1.184 milioni di euro (-1,4%)
Utile netto ordinario del Gruppo a 1.003 milioni di euro (-15,1%)
Indebitamento finanziario netto a 45.617 milioni di euro (+2,2%)

Fonte ENEL

 

Così ha commentato i risultati l’amministratore delegato Fulvio Conti: «L’ Enel ha chiuso il primo trimestre con risultati più favorevoli delle previsioni e sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno, le azioni manageriali poste in essere, in termini sia di ottimizzazione degli investimenti che di recupero di efficienze e di risparmio di costi consentiranno a Enel di raggiungere tutti gli obiettivi già indicati per il 2012».

May 10

Quali e quanti tipi di fondi comuni: e-learning n° 3

LE CINOUE MACROCATEGORIE DI FONDI COMUNI

Esistono vari tipi di fondi comuni sul mercato con caratteristiche abbastanza definite in termini di profilo rischio/rendimento atteso.Vi sono fondi di mercato monetario che investono soprattutto in titoli obbligazionari a brevissimo  termine;  fondi obbligazionari che investono in titoli obbligazionari a medio - lungo termine;  fondi azionari domestici, che investono soprattutto in titoli azionari del mercato italiano;  fondi azionari internazionali che diversificano all’estero. Le caratteristiche dell’investitore sono quindi rilevanti nel momento in cui si sceglie la categoria di fondi comuni di investimento nei quali si vuole investire. Un individuo che può essere costretto a vendere la quota di un fondo comune dopo qualche mese a causa di una possibile carenza di liquidita, farà meglio a investire in un fondo di mercato monetario, mentre un individuo con un lungo orizzonte temporale e un livello di ricchezza già soddisfacente potrà decidere di investire in un fondo azionario internazionale.
Dal 1° luglio 2003,  i fondi comuni sono divisi in cinque macrocategorie in base al peso dell’investimenento azionario: Assogestioni,  l’associazione di categoria delle societia di gestione di fondi, ha fissato limiti di investimento per ognuna di esse. Ogni macrocategoria si divide in categorie (in totale 42) sulla base di differenti criteri. La classificazione Assogestioni e adottata da tutti i fondi di diritto italiano, da tutti i fondi lussemburghesi storici e da una buona parte dei fondi esteri arrnonizzati. Recentemente é stata instituita la categoria degli Obbligazionari Italia, che però sara operativa solo quando verra raggiunto il numero minimo (almeno 5 fondi ). A quel punto le categorie diventeranno 43.

 

May 9

Arrestati due promotori finanziari per truffa a San Severo nel foggiano.

Posted in Truffe finanziarie

La Guardia di Finanza di Foggia ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare – una in carcere ed una agli arresti domiciliari nei confronti di un promotore finanziario, tale Tarollo Giuseppe Antonio di anni 41 e un suo complice, L.M.M. di anni 43, per una truffa perpetrata a danno di ignari risparmiatori.

La vicenda è stata persino oggetto di due servizi andati in onda su Striscia La Notizia il 30 settembre e il 14 ottobre del 2011.

VIDEO 1 e VIDEO 2

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogos dauno e condotte dai finanzieri della compagnia di San Severo hanno svelato un sistema truffaldino posto in essere dal promotore finanziario sanseverese - iscritto all’albo di categoria e già collaboratore presso un istituto bancario pugliese - e dal complice.

In particolare, dalla ricostruzione delle movimentazioni bancarie, è emerso che il fenomeno – allo stato delle indagini – riguarderebbe circa un centinaio di persone truffate per una somma complessiva che supererebbe i 5 milioni di euro. Continua… »